Elogio dell’abbraccio

Cos’è l’abbraccio? E’ uno stringersi forte, che annulla le distanze; è un comunicare senza le parole; è scambiarsi l’anima; è unire i battiti del cuore; è da due, anche se per istanti, diventare uno; è annullare la solitudine. La pittura e la poesia lo hanno celebrato, cogliendone la bellezza e l’importanza, e io mi servirò proprio di loro per fare lo stesso.

Partiamo con “L’abbraccio” di Egon Schiele, che fa venire alla mente un verso di Rilke: “Lascia che uno nell’altro si sprofondino, per resistersi”. Un uomo e una donna si stringono  tra le pieghe di un lenzuolo; si amano, annusano, accarezzano e attaccano alla vita, lasciando fuori l’orrore della Grande Guerra e l’odore della morte. Eros che si contrappone a Thànatos. Sono l’uno il porto sicuro dell’altro; musica che tacita i rimbombi esterni. La donna dai lunghi capelli sembra voler cancellare dalla mente del suo uomo, cingendone il collo e accarezzandogli il volto, i cattivi pensieri e sembra riuscirci, visto l’abbandono di lui. Il macrocosmo e le sue brutture sono fuori, dentro c’è un microcosmo di bellezza. Le pennellate nervose tradiscono, però, il senso di precarietà e mostrano quasi il tremolio dei vetri causato dalle bombe mai intelligenti, che portano rovina.

Continuiamo con “Adamo e Eva” di Tamara De Lempicka. Il braccio di Adamo avvolge la figura di Eva, mentre quello di Eva completa il movimento di lui. Il compagno in ombra sembra voler far risaltare solo il viso della sua donna, lucente come un brillante. Un abbraccio che esprime sensualità e in cui i corpi statuari mostrano la tensione di un amplesso che sta per avvenire. Un amore soft e, allo stesso tempo, hard.

Infine, “L’abbraccio” di Gustav Klimt. Due amanti: la donna, materna, avviluppa l’uomo, dal volto nascosto, che si abbandona a lei che ha un’espressione di beatitudine nel ricevere la metà che la completerà. La fusione tra i due corpi, che annulla i loro confini; la potenza del maschio che compare sul drappo sotto forma di un uccello e un pesce, chiari simboli sessuali e proprio all’altezza dei loro bacini congiunti; le mani della donna che lo abbracciano, accarezzano, facendolo suo.

Adesso due poesie per descriverlo. La prima è di Alda Merini.

“Tra le tue braccia”
C’è un posto nel mondo
dove il cuore batte forte,
dove rimani senza fiato,
per quanta emozione provi,
dove il tempo si ferma
e non hai più l’età;
quel posto è tra le tue braccia
in cui non invecchia il cuore,
mentre la mente non smette mai di sognare…
Da lì fuggir non potrò
poiché la fantasia d’incanto
risente il nostro calore e no…
non permetterò mai
ch’io possa rinunciar a chi
d’amor mi sa far volar.

La seconda è di Pablo Neruda.

“La magia di un abbraccio”
Quanti significati sono celati dietro un abbraccio?
Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere
e infondere qualcosa di sé ad un’altra persona?
Un abbraccio è esprimere la propria esistenza
a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada,
nella gioia e nel dolore.
Esistono molti tipi di abbracci,
ma i più veri ed i più profondi
sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti.
A volte un abbraccio,
quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno,
fissa quell’istante magico nell’eterno.
Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso,
fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa
o si ha paura di sapere.
Ma il più delle volte un abbraccio
è staccare un pezzettino di sé
per donarlo all’altro
affinché possa continuare il proprio cammino meno solo”.

Aforismi

“Il mondo non è comprensibile, ma è abbracciabile”. (Martin Buber)

“Nessuno è troppo grande per un abbraccio. Tutti vogliono un abbraccio. Tutti hanno bisogno di un abbraccio. Cambia il vostro metabolismo. Rischiate!” (Leo Buscaglia)

“La tradizione dice che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero, guadagniamo un giorno di vita”. (Paulo Coelho)

“Ecco, prendi te per esempio. Tu sei unico», spiegò la mamma, «e anch’io sono unica, ma se ti abbraccio non sei più solo e nemmeno io sono più sola». «Allora abbracciami», disse Ben stringendosi alla mamma. Lei lo tenne stretto a sé. Sentiva il cuore di Ben che batteva. Anche Ben sentiva il cuore della mamma e l’abbracciò forte forte. «Adesso non sono solo», pensò mentre l’abbracciava, «adesso non sono solo. Adesso non sono solo». «Vedi», gli sussurrò mamma, «proprio per questo hanno inventato l’abbraccio”. (David Grossman)

“Si abbracciarono così stretti che non rimase spazio per i sentimenti”. (Stanisław Jerzy Lec)

Voglio concludere con i suoi benefici o almeno con quelli che produce a me: grande benessere, che solo un gesto reciproco può produrre; senso di calore e armonia; annullamento dell’ansia e dello stress; sicurezza e abbandono; positività e fiducia.

Sorridete, respirate e abbracciate. (Giusi)

 

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